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L'Europa e la capacità produttiva delle regioni

Fornire sostegno alla creazione di imprese (in particolare le PMI) e alla loro crescita rappresenta una delle strategie principali con cui la politica di coesione concorre ad aiutare le economie regionali.

Le imprese sono lo strumento chiave per la crescita e l'occupazione e, nel 2005, il rilancio della strategia di Lisbona ha fatto della politica in favore delle imprese e dell'industria una delle priorità dell'Europa. Con l'art. 157 del trattato che istituisce la Comunità europea, l'Unione europea (UE) stabilisce l'obiettivo di creare condizioni ottimali per la competitività. Il mantenimento della competitività rappresenta infatti una sfida permanente. Pertanto l'UE si adopera al fine di garantire un ambiente propizio alle iniziative e allo sviluppo delle imprese, nonché alla cooperazione industriale e al miglioramento dello sfruttamento del potenziale industriale delle politiche innovative, di ricerca e di sviluppo tecnologico. Queste ultime sono di importanza fondamentale per poter far fronte alla concorrenza mondiale.

L’iniziativa intitolata "Small Business Act" (SBA) per l’Europa mira a creare condizioni favorevoli alla crescita e alla competitività sostenibili delle piccole e medie imprese (PMI) europee. Le politiche comunitarie e nazionali devono tenere maggiormente conto del contributo delle PMI alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro. Lo "Small Business Act" si basa su dieci principi destinati a guidare la formulazione delle politiche comunitarie e nazionali, nonché su misure pratiche per la loro attuazione:

•          Sviluppo di un ambiente favorevole all'imprenditorialità, al fine di agevolare la creazione di PMI, in particolare fra le donne e gli immigrati, e di incoraggiare i trasferimenti di imprese, soprattutto delle PMI familiari

•          Sostegno agli imprenditori onesti che desiderano riavviare un'attività dopo aver sperimentato l'insolvenza.

•          Formulazione di normative conformi al principio "Pensare anzitutto in piccolo".

•          Adattamento delle pubbliche amministrazioni alle esigenze delle PMI ed eliminazione degli ostacoli amministrativi.

•          Adeguamento dell'intervento politico pubblico in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici e di concessione degli aiuti di Stato.

•          Ricorso a tipi di finanziamento diversificati, quali i capitali di rischio, il microcredito o il finanziamento mezzanino.(La Commissione deve creare condizioni favorevoli agli investimenti, in special modo a livello transfrontaliero. Gli Stati membri devono avviare nuovi programmi d'incentivo agli investimenti, sfruttando al contempo le possibilità offerte dai fondi comunitari, quali il programma quadro per l'innovazione e la competitività 2007-2013 (CIP), i programmi della politica di coesione e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

•          Adeguamento della politica del mercato interno alle caratteristiche delle PMI e miglioramento della sua governance e visibilità.

•          Rafforzamento del potenziale d’innovazione, di ricerca e di sviluppo delle PMI, in particolare attraverso l'acquisizione delle competenze necessarie da parte degli imprenditori e del loro personale, il raggruppamento delle imprese in cluster e il coordinamento delle iniziative nazionali.

•          Trasformazione delle sfide ambientali in opportunità nell'ambito della produzione e commercializzazione di prodotti e servizi.

•          Apertura delle PMI ai mercati esterni.

Le PMI devono ricevere maggiore assistenza per poter superare le barriere commerciali nei mercati esterni all'UE e in particolare nei mercati emergenti. A tal fine, la Commissione istituirà dei Centri europei d'impresa a livello internazionale, cominciando dalla Cina e dall'India, e sosterrà l'apertura dei mercati privati e pubblici dei paesi terzi.